domenica 29 gennaio 2017

Thiago si presenta.

Ciao, sono Thiago. Vivo lá sopra, nella casa sull'albero.
Vedi? Quella è la nostra casetta. Sta sul mandorlo in fiore. Noi viviamo sempre in primavera. La vita qui va bene. Le api ci ronzano attorno. Quando soffia, il vento ci stropiccia i rami. Le foglie ci fanno il solletico ai piedi.
A casa ci stiamo poco. Stiamo sempre fuori, insieme agli abitanti del villaggio.
Oggi la mamma ha preparato un dolce buonissimo. Io mi son svegliato un pò prima del solito perchè dovevo leggere l'ultima pagina del libro che stavo leggendo ieri, quando poi mi sono addormentato e mi è caduto il libro in faccia. Che scemo. Mi son fatto pure male. Mi è caduto sul naso.
Stamattina ho ripreso a leggerlo perchè mi interessa molto. Parla dell'universo e della scienza e in realtà io non ci ho capito molto ma ho insistito a leggerlo, perchè volevo capirlo.
Anche se a 7 anni non riesco a capire sempre tutto, questo libro, invece io l'ho capito. Ci sono tanti numeri e io li leggevo tutti. Li studiavo uno ad uno velocemente e anche se non li memorizzavo li capivo. Diceva che tutti gli animali hanno in media 1.000.000 (un milione!) di battiti cardiaci al minuto. Tutti gli animali! Tutti la stessa durata, come una pila di una batteria!
A proposito di batteria!
Ieri ho fatto un esperimento con un limone. Era una cosa facilissima. Mio papá aveva delle lucine che una volta aveva recuperato da un lettore mp3 trovato per strada (non funzionava). Io ho preso la lucina che aveva due fili di metallo che uscivano da dietro, e l'ho infilata dentro il limone. Si è accesa!
Domani notte con Martin proviamo a mettere una lucina su qualche limone dell'albero, per vedere il buio con le stelle create da noi. .
Mi alzo dal letto. Mamma ha fatto i muffin al vapore. Li mette a cuocere in una pentola con un coperchio diverso e dopo un po' si aprono, come pop corn. Son buoni e umidicci. Piú tardi metto anche la ricetta qui.
Ho una fame. Mi addento due o tre tortine. Son buonissime. C'è anche una tazza con l'avena e l'acqua. Ci metto un po' di cannella, per darle il sapore che mi piace. Ci metto anche i semini di girasole e sesamo dentro. Aspetto che si gonfino con l'acqua calda e quando son pronti li mangio.
All'inizio sembra non abbiano sapore ma dopo son buoni. Poi pure tre mandarini. Ah si, anche il toast! E la spremuta. Ieri è avanzato anche un pezzo di omelette con i funghi?
Mamma mi chiede come faccio a mangiare così tanto. Mi fa sempre ridere. Ha il potere di non farmi arrabbiare mai. Chissá come fa.

giovedì 12 gennaio 2017

La lucciola magica

Veniva da lontano una voce. Si faceva spazio tra i rami delle quercie piú grandi. Thiago si svegliò di colpo, intontito. Dormendo si era tutto sbavucchiato la faccia. Era ancora notte. L'odore di menta era fortissimo attorno. Tutto scricchiolava nella notte. Avendo sempre vissuto nel villaggio, Thiago era abituato ai giochi notturni e ai pic nic sotto la luna. Andavano insieme agli altri bambini e grandi per la montagna. Si separavano per ritrovarsi dopo ore, raccontandosi gli eventi magici ai quali avevano partecipato. Qualcuno vedeva delle piccole lucine all'orizzonte. Altri si perdevano e tornavano il mattino seguente. Due bambine del villaggio avevano raccontato di aver visto una luce brillante, che poi era svanita e ricomparsa subito dopo in un altro punto, cambiando colore. Aveva continuato così per qualche minuto, e poi si era avvicinata. Con gli occhi ben aperti, nell'oscurità la lucina era ben nitida. Al suo interno un piccolo insetto. Si posó sulla testa della bambina piú piccola, e l'altra potè guardare dall'alto quella bella creatura. Aveva le ali color madreperla. Emanava una luce che cambiava gradatamente e sembrava cambiasse anche in base al vento.
La lucciola multicolor riprese il volo, e le bambine corsero dai grandi a raccontare il magico evento appena vissuto. I grandi si complimentarono con loro per non aver disturbato l'insetto durante il suo volo. Scoprirono infatti che quella era una specie di lucciola notturna molto rara, e che si doveva fare molta attenzione quando ci si trovava in sua presenza: non amava stare a contatto con gli esseri umani. Ma quella si era posata sola sulla testa della bambina, forse scambiandola per un albero, e se n'era andata così com'era arrivata, senza disturbare nessuno. E così anche loro l'avevano trattata: con rispetto, lasciandola volare in lungo e in largo per il bosco, ammirandone lo scintillio.
Thiaghino sentiva ora nuovamente la voce. Il buio regnava tutt'attorno. C'era un albero dai rami storti che sembrava muoversi in modo diverso dagli altri. Il piccolo si avvicinó per guardare meglio. La voce sembrava venire da lì dentro. Ma si interrompeva e riprendeva a intervalli lontani.