Cammina che cammina, Thiago raggiunge un boschetto ai piedi di una collina piccola. Segue la strada dentro il bosco. Negli alberi stanno spuntando dei bei fiori gialli, e sul sentierino brillano delle pietre piccole dorate.
Al fondo del sentiero si trova davanti una piccola porta grigia.
Che fare? Aprire? No. Meglio saltare. C'è una pietra al lato per poter fare il salto.
Hop-lá, arrivato dall'altra parte si ritrova davanti ad una fontana, con delle decorazioni colorate fatte di fondi di bottiglia rosa, blu e viola. Guarda che riguarda questa bella fontana che sembra d'altri tempi, ci trova dei pesciolini dentro, che guizzano in circolo. Sono arancioni, verdi e blu. Thiago si ritrova con gli occhi pieni di colori. Thiaghino si spaventa e va come un pazzo tra i cespugli. Ha un po' di freddo ed è rigido come una caramella di zucchero.
Arriva la notte, e il primo pianeta a spuntar fuori è Venere. Ha un luccichio ocra, giallo biancastro. È il piú brillante di tutto il cielo stellato e il piú caldo di tutto il sistema solare. Una volta Thiago ha sentito dire dagli anziani del villaggio che l'anidride carbonica che abbiamo anche sulla Terra, lì è sicuramente piú del doppio, del triplo, e piú di un milione di quanto ci possiamo immaginare. Dicevano che questa anidride carbonica creava un effetto serra su tutto il pianeta. Adoravano anche questo pianeta, nel suo villaggio. Veniva considerato il pianeta dell'amore. Facevano un rito da loro: tutte le persone che si volevano bene, ma anche quelli che avevano litigato da poco e che volevano ridere e scherzare con l'altra persona peró tenevano il muso lungo per orgoglio, o anche chi non aveva litigato, ma soltanto per amicizia, insomma chiunque si trovasse vicino ad un'altra persona al momento della comparsa di Venere, si doveva abbracciare.
A fine giornata, dopo tutte le stranezze combinate insieme, tutto il villaggio si sentiva vicino, e si abbracciava perché comunque si voleva bene, ed era felice di volersi bene.
In questo strano giardino incantato il piccolo Thiaghino continua comunque a camminare, mentre i pianeti spuntano in cielo. Deve far attenzione a non calpestare il terreno perché sente una strana sensazione ai piedi. Come di calore. Guarda a destra e sinistra a terra, si strofina un po' gli occhi e ci vede tanti piccoli ramoscelli volanti. Sono loro che lo stanno trasportando chissà dove.
Ormai è notte e lui vuole soltanto dormire, stare sdraiato a terra e vedere le stelle e i pianeti scorrere nel cielo. Ma deve ancora arrivare dal suo amico: c'è soltanto un cucuzzolo di montagna da scalare. Cullato dal ramoscello che lo trasporta verso la direzione giusta, Thiago si appisola un momento.
Al fondo del sentiero si trova davanti una piccola porta grigia.
Che fare? Aprire? No. Meglio saltare. C'è una pietra al lato per poter fare il salto.
Hop-lá, arrivato dall'altra parte si ritrova davanti ad una fontana, con delle decorazioni colorate fatte di fondi di bottiglia rosa, blu e viola. Guarda che riguarda questa bella fontana che sembra d'altri tempi, ci trova dei pesciolini dentro, che guizzano in circolo. Sono arancioni, verdi e blu. Thiago si ritrova con gli occhi pieni di colori. Thiaghino si spaventa e va come un pazzo tra i cespugli. Ha un po' di freddo ed è rigido come una caramella di zucchero.
Arriva la notte, e il primo pianeta a spuntar fuori è Venere. Ha un luccichio ocra, giallo biancastro. È il piú brillante di tutto il cielo stellato e il piú caldo di tutto il sistema solare. Una volta Thiago ha sentito dire dagli anziani del villaggio che l'anidride carbonica che abbiamo anche sulla Terra, lì è sicuramente piú del doppio, del triplo, e piú di un milione di quanto ci possiamo immaginare. Dicevano che questa anidride carbonica creava un effetto serra su tutto il pianeta. Adoravano anche questo pianeta, nel suo villaggio. Veniva considerato il pianeta dell'amore. Facevano un rito da loro: tutte le persone che si volevano bene, ma anche quelli che avevano litigato da poco e che volevano ridere e scherzare con l'altra persona peró tenevano il muso lungo per orgoglio, o anche chi non aveva litigato, ma soltanto per amicizia, insomma chiunque si trovasse vicino ad un'altra persona al momento della comparsa di Venere, si doveva abbracciare.
A fine giornata, dopo tutte le stranezze combinate insieme, tutto il villaggio si sentiva vicino, e si abbracciava perché comunque si voleva bene, ed era felice di volersi bene.
In questo strano giardino incantato il piccolo Thiaghino continua comunque a camminare, mentre i pianeti spuntano in cielo. Deve far attenzione a non calpestare il terreno perché sente una strana sensazione ai piedi. Come di calore. Guarda a destra e sinistra a terra, si strofina un po' gli occhi e ci vede tanti piccoli ramoscelli volanti. Sono loro che lo stanno trasportando chissà dove.
Ormai è notte e lui vuole soltanto dormire, stare sdraiato a terra e vedere le stelle e i pianeti scorrere nel cielo. Ma deve ancora arrivare dal suo amico: c'è soltanto un cucuzzolo di montagna da scalare. Cullato dal ramoscello che lo trasporta verso la direzione giusta, Thiago si appisola un momento.