C'era una volta, o forse c'è oggi, un piccolo bambino.
Era così piccolo che tutti lo chiamano Thiaghino.
Era un bimbo piccolo e carino.
Thiaghino viveva nella casa sull'albero, con la mamma e il papá in alto, sulla quercia piú grande del bosco.
La famiglia di Thiaghino ogni mattina dopo la ginnastica faceva colazione e correva per il prato per esercitare i muscoli.
Erano felici e coltivavano un piccolo orticello dove crescevano in estate i pomodori, i fagiolini, le melanzane, i peperoni e anche i lamponi.
In inverno crescevano gli spinaci, i cavoli e le zucche.
Durante tutto l'anno la famiglia seminava tante verdure, e quando arrivava il momento del raccolto le lattughe erano sempre fresche, il sedano schizzava acqua da tutti i pori, la cipolla gli faceva piangere lacrimoni da un chilo, la barbabietola era tra le piú rosse di tutti gli orti del bosco, le carote erano affilate come coltelli e l'aglio, l'aglio puzzava!
Coltivavano anche le patate e gli asparagi giganti. Arrivavano fino alle nuvole.
La frutta era sempre fresca, aveva dei colori che Michelangelo se li sognava, e un sapore succoso e zuccherino come quello di un canestrello ricoperto di zucchero in polvere. Coglievano la frutta dall'albero ogni volta che ne avevano voglia. Meloni ne avevano a volontà, le angurie crescevano spontanee. I broccoli crescevano indisturbati circondati dai trifogli.
Avevano accumulato nel loro corpo tantissime vitamine, tutte utilissime per lo sviluppo dei pensieri e delle idee. Ogni volta che gli abitanti del villaggio mangiavano una mela o una pera, non sapete quante idee gli venivano in mente!
Un giorno un uomo di un paese vicino, dopo essersi preparato una macedonia non senza l'impeccabile aggiunta di un goccio di limone, si inventò una macchina stranissima. Aveva collegato un filo elettrico ad un albero. Poi, tenendolo con la mano sinistra e nella la destra solo un fazzoletto, si soffiò il naso.
Quando l'albero dei fichi neri era carico, si faceva la festa della marmellata con i vicini. Durante la festa si mangiava tutti insieme e si facevano tanti giochi. Il piú bello per loro era il gioco della cuccagna. C'era un albero piantato in mezzo alla piazza del mercato con delle bandiere colorate sopra. C'erano dei fogli di carta e anche delle altre bustine con dentro frutti secchi. Una persona saliva fino alla cima dell'albero e faceva cadere i frutti secchi a terra. Tutti gli abitanti li raccoglievano e li mettevano in una grande pentola fatta previamente riscaldare e li tostavano, qualche volta con il miele, o con datteri, e altre volte con sale e pistacchi di Bronte.
Mettevano poi la marmellata di fichi sopra un piatto con tanti pezzi di formaggio di capra e pecora e mangiavano per qualche ora. Seduti a terra, con le gambe incrociate e i bambini arrampicato addosso, gli abitanti del villaggio mangiavano su dei cuscini, lentamente masticavano ogni boccone per sentire il sapore dei frutti secchi, del miele, o sale, del formaggio e della marmellata.
Sentivano i sapori uno per uno.
Prima arrivava il croccante della mandorla, o dell' arachide, o della nocciolina. Poi il salato o il dolce, in base al sapore che gli era stato dato durante il gioco della cuccagna.
Mangiando il formaggio sentivano la morbidezza sotto i denti. Subito, sulla lingua, il sapore salato del formaggio. E sopra, il dolce della marmellata.
Bevevano acqua, e vino.
I bambini non bevevano il vino. Solo i grandi, ma molto poco.
Si costruivano anche le case sugli alberi. Grandi e piccoli lavoravano insieme per costruire la casa nella quale andava a vivere una nuova famiglia.
Mentre lavoravano parlavano di tante cose, ma mai di sciocchezze. Alcune volte parlavano dei sogni che avevano fatto la notte precedente, altre volte cercavano una soluzione ai problemi di uno di loro. Una persona iniziava dicendo: "Stavo pensando.." e via nuove idee o nuove teorie che erano spuntate come fiori durante la notte.
Nascevano situazioni fantastiche.
Una volta si erano messi d'impegno e avevano costruito gli strumenti musicali per i bambini del loro villaggio. Ognuno aveva uno strumento. Chi un triangolo, chi una chitarra rustica, chi un tamburello.
Per questo nel villaggio ancora oggi c'è un piccolo spazio dove i bambini possono andare a suonare. È una piazzetta rotonda, con dei posti a sedere a diverse altezze, dove può suonare il chitarrista, il violinista, il violoncellista, il contrabbassista, il batterista. Ci son strumenti nuovi e moderni e a nessuno interessa se son contrabbassi per finta. L'importante è suonare, e le note non sono mica male.
Vi racconteró oggi un'altra avventura e un'altra bella ricetta.
Questa volta non si mangia, attenzione!
Thiaghino oggi si è svegliato di buon'ora, come sempre.
La luce del sole non entra ancora dalle finestre. Sono le 6:27 del mattino, e come tutti i giorni appena sveglio scende dal letto, si lava la faccia, si asciuga con l'asciugamano e corre a dare un bacione a mamma e papá.
Anche loro si svegliano, e stiracchiandosi vanno a fare una doccia fresca rigenerante.
Thiaghino entra dentro la doccia con i genitori. Si risparmia acqua e sapone a lavarsi tutti insieme, e si ride proprio tanto!
Ben lavati e con l'accapatoio di cotone, vanno in cucina, accendono un piccolo fuoco nella stufa, riscaldano un pentolino con aqua per preparare una tisana di menta e liquirizia coltivata nei loro campi e aspettano che il sole sorga completamente. Vedere l'alba è uno dei loro riti mattutini, e che bei colori! C'è un certo arancione che spunta fuori soltanto a dieci minuti dall'inizio dell'alba. Riempie tutto il cielo. Loro lo riconoscono, e appena lo vedono sanno che quello è il segnale per iniziare la giornata. Gli da la carica. Si addormentano felici e senza pensieri, sapendo che il giorno dopo vedranno lo stesso arancione meraviglioso del giorno prima..
Oggi oltre alla tisana mangiano anche le crostatine preparate tre giorni prima. Buone come appena uscite dal forno solare. Crunch, crunch, Scricchiolano un pochino sotto i denti.
Certo, sono un piú dure rispetto a qualche giorno prima, ma è normale che i cibi cambino consistenza con il passare dei giorni. Questa volta però Thiago non riesce proprio a masticare. Probabilmente sta perdendo un dentino da latte.
-Ahi, mamma!
-Che succede?
-Mi fanno male i dentini, la crostatina non si vuole far mangiare.
Mamma Silvia si alza a controllare.
-Fai vedere questi bei dentoni!
-Aaahh..- Thiago apre la bocca
-Ma! Ma! altro che crostatina! Stai perdendo un dentino. A proposito, hai ricordato di lavare i denti ieri notte?
-Ehm.
-Thiaghino non dire le bugie- dice papino, che nel frattempo osserva la bocca spalancata -Lo sai che lavare i denti è importante! Devi lavarli tutte le notti!
-Non mi fono laato i denfi ferchè non f'era il denfifrifio.- Thiaghino parla con le mani di mamma dentro la bocca, ma si capisce benissimo quello che ha detto!
Ops!
Quindi neanche mamma e papino si sono accorti ieri notte che era terminato il dentifricio! Questo significa che neanche loro si sono lavati i denti! Che guaio! Che figuraccia!
Mamma guarda papino, come se avessero un segreto da non svelare a nessuno. Che silenzio si è fatto improvvisamente in casa! Tutti trattengono il respiro, ma soprattutto le risate.
Thiago, che è un bambino sveglio, ha capito tutto e scoppia in una grande risata!
-Zozzoni! Non vi siete lavati i denti! Ed ora?
(continua...)