sabato 3 ottobre 2015

Il dentifricio di Thiago- Parte uno

C'era una volta, o forse c'è oggi, un piccolo bambino.
Era così piccolo che tutti lo chiamano Thiaghino.
Era un bimbo piccolo e carino.
Thiaghino viveva nella casa sull'albero, con la mamma e il papá in alto, sulla quercia piú grande del bosco.
La famiglia di Thiaghino ogni mattina dopo la ginnastica faceva colazione e correva per il prato per esercitare i muscoli.
Erano felici e coltivavano un piccolo orticello dove crescevano in estate i pomodori, i fagiolini, le melanzane, i peperoni e anche i lamponi.
In inverno crescevano gli spinaci, i cavoli e le zucche.
Durante tutto l'anno la famiglia seminava tante verdure, e quando arrivava il momento del raccolto le lattughe erano sempre fresche, il sedano schizzava acqua da tutti i pori, la cipolla gli faceva piangere lacrimoni da un chilo, la barbabietola era tra le piú rosse di tutti gli orti del bosco, le carote erano affilate come coltelli e l'aglio, l'aglio puzzava!
Coltivavano anche le patate e gli asparagi giganti. Arrivavano fino alle nuvole.
La frutta era sempre fresca, aveva dei colori che Michelangelo se li sognava, e un sapore succoso e zuccherino come quello di un canestrello ricoperto di zucchero in polvere. Coglievano la frutta dall'albero ogni volta che ne avevano voglia. Meloni ne avevano a volontà, le angurie crescevano spontanee. I broccoli crescevano indisturbati circondati dai trifogli.
Avevano accumulato nel loro corpo tantissime vitamine, tutte utilissime per lo sviluppo dei pensieri e delle idee. Ogni volta che gli abitanti del villaggio mangiavano una mela o una pera, non sapete quante idee gli venivano in mente!
Un giorno un uomo di un paese vicino, dopo essersi preparato una macedonia non senza l'impeccabile aggiunta di un goccio di limone, si inventò una macchina stranissima. Aveva collegato un filo elettrico ad un albero. Poi, tenendolo con la mano sinistra e nella la destra solo un fazzoletto, si soffiò il naso.
Quando l'albero dei fichi neri era carico, si faceva la festa della marmellata con i vicini. Durante la festa si mangiava tutti insieme e si facevano tanti giochi. Il piú bello per loro era il gioco della cuccagna. C'era un albero piantato in mezzo alla piazza del mercato con delle bandiere colorate sopra. C'erano dei fogli di carta e anche delle altre bustine con dentro frutti secchi. Una persona saliva fino alla cima dell'albero e faceva cadere i frutti secchi a terra. Tutti gli abitanti li raccoglievano e li mettevano in una grande pentola fatta previamente riscaldare e li tostavano, qualche volta con il miele, o con datteri, e altre volte con sale e pistacchi di Bronte.
Mettevano poi la marmellata di fichi sopra un piatto con tanti pezzi di formaggio di capra e pecora e mangiavano per qualche ora. Seduti a terra, con le gambe incrociate e i bambini arrampicato addosso, gli abitanti del villaggio mangiavano su dei cuscini, lentamente masticavano ogni boccone per sentire il sapore dei frutti secchi, del miele, o sale, del formaggio e della marmellata.
Sentivano i sapori uno per uno.
Prima arrivava il croccante della mandorla, o dell' arachide, o della nocciolina. Poi il salato o il dolce, in base al sapore che gli era stato dato durante il gioco della cuccagna.
Mangiando il formaggio sentivano la morbidezza sotto i denti. Subito, sulla lingua, il sapore salato del formaggio. E sopra, il dolce della marmellata.
Bevevano acqua, e vino.
I bambini non bevevano il vino. Solo i grandi, ma molto poco.
Si costruivano anche le case sugli alberi. Grandi e piccoli lavoravano insieme per costruire la casa nella quale andava a vivere una nuova famiglia.
Mentre lavoravano parlavano di tante cose, ma mai di sciocchezze. Alcune volte parlavano dei sogni che avevano fatto la notte precedente, altre volte cercavano una soluzione ai problemi di uno di loro. Una persona iniziava dicendo: "Stavo pensando.." e via nuove idee o nuove teorie che erano spuntate come fiori durante la notte.
Nascevano situazioni fantastiche.
Una volta si erano messi d'impegno e avevano costruito gli strumenti musicali per i bambini del loro villaggio. Ognuno aveva uno strumento. Chi un triangolo, chi una chitarra rustica, chi un tamburello.
Per questo nel villaggio ancora oggi c'è un piccolo spazio dove i bambini possono andare a suonare. È una piazzetta rotonda, con dei posti a sedere a diverse altezze, dove può suonare il chitarrista, il violinista, il violoncellista, il contrabbassista, il batterista. Ci son strumenti nuovi e moderni e a nessuno interessa se son contrabbassi per finta. L'importante è suonare, e le note non sono mica male.

Vi racconteró oggi un'altra avventura e un'altra bella ricetta.
Questa volta non si mangia, attenzione!

Thiaghino oggi si è svegliato di buon'ora, come sempre.
La luce del sole non entra ancora dalle finestre. Sono le 6:27 del mattino, e come tutti i giorni appena sveglio scende dal letto, si lava la faccia, si asciuga con l'asciugamano e corre a dare un bacione a mamma e papá.
Anche loro si svegliano, e stiracchiandosi vanno a fare una doccia fresca rigenerante.
Thiaghino entra dentro la doccia con i genitori. Si risparmia acqua e sapone a lavarsi tutti insieme, e si ride proprio tanto!
Ben lavati e con l'accapatoio di cotone, vanno in cucina, accendono  un piccolo fuoco nella stufa, riscaldano un pentolino con aqua per preparare una tisana di menta e liquirizia coltivata nei loro campi e aspettano che il sole sorga completamente. Vedere l'alba è uno dei loro riti mattutini, e che bei colori! C'è un certo arancione che spunta fuori soltanto a dieci minuti dall'inizio dell'alba. Riempie tutto il cielo. Loro lo riconoscono, e appena lo vedono sanno che quello è il segnale per iniziare la giornata. Gli da la carica. Si addormentano felici e senza pensieri, sapendo che il giorno dopo vedranno lo stesso arancione meraviglioso del giorno prima..

Oggi oltre alla tisana mangiano anche le crostatine preparate tre giorni prima. Buone come appena uscite dal forno solare. Crunch, crunch, Scricchiolano un pochino sotto i denti.
Certo, sono  un piú dure rispetto a qualche giorno prima, ma è normale che i cibi cambino consistenza con il passare dei giorni. Questa volta però Thiago non riesce proprio a masticare. Probabilmente sta perdendo un dentino da latte.
-Ahi, mamma!
-Che succede?
-Mi fanno male i dentini, la crostatina non si vuole far mangiare.
Mamma Silvia si alza a controllare.
-Fai vedere questi bei dentoni!
-Aaahh..- Thiago apre la bocca
-Ma! Ma! altro che crostatina! Stai perdendo un dentino. A proposito, hai ricordato di lavare i denti ieri notte?
-Ehm.
-Thiaghino non dire le bugie- dice papino, che nel frattempo osserva la bocca spalancata -Lo sai che lavare i denti è importante! Devi lavarli tutte le notti!
-Non mi fono laato i denfi ferchè non f'era il denfifrifio.- Thiaghino parla con le mani di mamma dentro la bocca, ma si capisce benissimo quello che ha detto!
Ops!
Quindi neanche mamma e papino si sono accorti ieri notte che era terminato il dentifricio! Questo significa che neanche loro si sono lavati i denti! Che guaio! Che figuraccia!
Mamma guarda papino, come se avessero un segreto da non svelare a nessuno. Che silenzio si è fatto improvvisamente in casa! Tutti trattengono il respiro, ma soprattutto le risate.
Thiago, che è un bambino sveglio, ha capito tutto e scoppia in una grande risata!
-Zozzoni! Non vi siete lavati i denti! Ed ora?

(continua...)

domenica 8 febbraio 2015

Thiago e la crostata nocciomielosa

C'era una volta, o forse oggi, un piccolo bambino dalle guance paffute.

Viveva insieme alla sua famiglia nel prato più bello del mondo.
Sì, avete capito bene! Viveva in un prato, con i fili d'erba verde e i fiori di camomilla.
Thiago -questo il suo nome- correva in continuazione per i campi, scorazzava per il villaggio e scalava sugli alberi per raccogliere tanti frutti succosi e colorati. Raccoglieva le pesche, le albicocche, le prugne e le pere. Le mangiava direttamente dall'albero, addentandole fino a ricoprirsi il viso del succo fruttoso zuccherino arancione, che gli colava dalla bocca come un orso dopo aver fatto una scorpacciata di miele.

La mamma, di buon'ora, lo chiama: "Thiago, ciccino mio bello. Vieni qui a 'mmammeta"
Lui corre verso la bella madre, ruzzola su una formica, si sbuccia il ginocchio, se lo mangia, ricompare con una capriola e continua a correre, sempre felice di poter essere d'aiuto alla beata madre.
"Thiago bello, vai da papino e dagli questa ricetta. Lo sai che gli piace la crostata. Portagli questo bigliettino, per favore. E aiutalo a prepararla, mi raccomando!".
Thiago corre da papino come una scheggia. "Papino, papino! Oggi mangiamo la crostata! Ti aiuto a preparare la colazione!".

Il papino prende la ricetta, cerca gli ingredienti dentro il tronco di un albero cavo e comincia a pesarli ad occhio.
Gli ingredienti sono:

- 1 uovo di una gallinella che scorrazza beata nel loro prato,
- 3 cucchiai di farina di grano prodotta nei loro campi,
- 1 cucchiaio di olio di semi;
- 1 cucchiaio di zucchero estratto dalle loro canne da zucchero.

Papino, con l'aiuto di Thiago-Occhio-Vigile, inizia la preparazione.
Ci sono due fasi in questa ricetta: la prima è la preparazione dell'impasto per la base, che dovrá riposare mezz'ora al fresco. Nella seconda fase si da il sapore alla crostata, scegliendo il sapore finale.

Thiago aiuta papino aprendo le uova dentro la ciotola.
Si mischiano le uova e lo zucchero con un frullatore a manovella fino ad ottenere una crema spumosa. Papá, con il frullatore in mano inizia a far girare la manovella. Thiago gli porge gli ingredienti quando lui gli fa un cenno.

Si aggiunge l'olio di semi, e per ultimi, i tre cucchiai di farina.  
Dopo alcuni rimestamenti non è piú possibile lavorare l'impasto con il frullatore e papino utilizza le mani per formare una palla solida con l'impasto creato.
Thiago non puó aiutarlo con la palla perchè come sempre si è dimenticato di lavarsi le mani. Per questa volta lascerá fare a papino, peró anche lui è bravo e la prossima volta lo dimostrerá!
La pasta ora deve riposare almeno mezz'ora al fresco. Non si deve impastare troppo, perchè si riscalda. Si lascia a riposo per amalgamare gli ingredienti e sfreddare l'impasto.

Papino mette da parte la palla per dedicarsi al ripieno della crostata, cioè al secondo passo della ricetta: la copertura. Alcune volte ricoprono la crostata con la marmellata, ma oggi papino è in vena di stupirci.
Il sapore che vuole dare alla crostata non è alla frutta, non è al miele o con crema pasticcera.
La colazione oggi è soffice e dolce, e ha sapore di nocciola.

Idea! Perché non fare la copertura con la nocciolomielata?
Detto, fatto. Papino non si perde in ripensamenti.
Nel mortaio fa cadere un cucchiaio di nocciole che pesta per bene fino ad ottenere una polvere finissima (sono necessari almeno 5 minuti).
In una ciotola lascia cadere due cucchiai di miele liquido regalati generosamente dalle api dell'albero vicino, e mischia la polvere di nocciole con il miele fino a creare una crema uniforme.
Papino ha adesso le mani e la faccia sporche.
Thiago si è divertito ad aiutare il papino mentre preparava la loro colazione.
Ora devono solo aspettare che la pasta frolla per la crostata riposi.
Poi potranno stenderla, spalmarci sopra la nocciomielata e fare delle decorazioni con un pochino di pasta che metteranno da parte, perchè oltre ad essere buona dev'essere anche divertente.

Ora hanno mezz'ora per giocare!
Papino prende in braccio il piccolo Thiago che lo guarda incantato e lo fa girare su se stesso.
Giocano ad acchiappa-acchiappa e si fermano di fronte ad una tana di un coniglietto per accarezzarlo.
Il paffuto animaletto esce dalla tana. Dopo un momento di timidezza iniziale, anche il coniglietto corre a giocare sul prato. Si divertono più di un'ora in questo modo. Tra una capriola, un nascondino e un acchiapparello il tempo vola.

Papino, battendosi una mano sulla fronte, ad un certo punto si ricorda:
"La crostata!"
Correndo, tutti insieme -coniglietto paffuto compreso- ritornano alla base.
"Oh no!", tutti gli ingredienti son spariti!
Il mattarello è spostato dal suo solito posto, e sulla spianatoia c'è tanta farina. È scomparsa anche la teglia per la cottura nel forno solare e la nocciolomielata.
Che disastro!
Cosa penserá ora mammina, che ha riposto così tanta fiducia nel loro lavoro?
Era la loro colazione! Cosa mangeranno ora?
Cercano una soluzione. Papino pensa di dire a mamma Silvia che hanno lo stomaco pieno e che non hanno fame per colazione. Thiago pensa di incolpare il coniglietto, dicendo che si è mangiato tutto lui.
Nessuna delle idee che nascono dalla loro testolina fa al caso loro.
Sono delle scuse pietose, mamma non crederá mai alle loro parole!
Disperati, si nascondono dietro un albero, sentendo dei passi.

A quel punto mammina esce dalla piccola casetta di legno, guardandoli raggiante.
"La crostata è pronta per il forno!"
Quale liberazione per i nostri fortunati amici! Quasi non credono a quel glorioso messaggio datogli dalla persona piú meravigliosa del mondo!
La colazione è in salvo, e che fame ora!
Mammina ha preparato la crostata sulla spianatoia vicino all'albero e l'ha poi portata dentro la casetta in attesa che papino montasse il forno solare. Intanto loro giocavano e non si accorgevano di quello che succedeva intorno a loro.
Thiago e papino si avvicinano ad ammirare la delizia ritrovata. E poi mamma aveva un'arte nel fare le cose. Rendeva tutto molto piú carino di come l'avrebbero potuto fare loro!
Com'è caruccia! La pasta aveva riposato ed era stata stesa sulla spianatoia da mammina con il mattarello. Dopo averla tagliata a forma di cerchio e messo da parte i ritagli per fare le decorazioni in seguito, l'aveva adagiata nella taglia. Sopra aveva fatto cadere e poi spalmato la nocciolomielata.
Con la pasta rimasta aveva fatto tanti piccoli stampini a forma di cuore, e li aveva lasciati cadere sopra lo strato mielo-noccioloso. Con la cottura sarebbero diventati dei piccoli biscottini croccanti al di sopra dello strato morbido.

Subito l'aitante papino si mette all'opera per iniziare con la cottura.
Apre l'ombrello solare fatto di alluminio specchiato (ha la forma di ombrello per convogliare meglio i raggi del sole al suo interno!).
Al centro dell'ombrello mette la pentola-forno, con il dolce dentro.
Ora devono soltanto aspettare che il sole faccia il suo lavoro.

Nel frattempo la famiglia si avvicina all'albero dove avevano impastato la base delle crostatine.
Tutti insieme ripuliscono la spianatoia dalla farina, rimettono a posto ogni ingrediente e finalmente è tutto pulito, pronto per il prossimo utilizzo.
Durante la cottura possono fare un pò di ginnastica mattutina!
Hop-hop!
Tutti seguono papino nei suoi esercizi strampalati, e si divertono da matti.
Corrono muovendo anche le braccia. Le mandano in alto, di lato e davanti. Poi si fermano di scatto per riposare un momento. Ripartono soltanto quando papino lo decide, e senza avvisare, nemmeno con uno sguardo! Devono stare attenti e scattanti!
Dopo circa mezz'ora di riscaldamento del forno e dei partecipanti all'esercizio, servirá un'altra ora per la cottura completa.
Quando manca circa mezz'ora, papino si avvicina e con molta attenzione mette dentro il forno solare anche una piccola brocca con il latte di mandorle che ottengono ogni anno dalle mandorle del loro albero.
Quindi ritorna alla zona degli esercizi e ne approfittano per fare un'altra mezz'ora di stretching e yoga, mischiati insieme.
Sono giá le 11, la giornata è iniziata bene.
Dopo aver terminato gli esercizi, si avvicinano a controllare tutto quanto. La crostata e il latte di mandorle sono pronti, c'è un profumo buonissimo.

Thiago prende la tovaglia dall'albero degli ingredienti e la famiglia si sieda a fare colazione sul grande prato, che nei giorni di sole (quasi tutti) diventa la loro sala da pranzo. Al terra sono state posizionate delle pietre piú piccole, che fanno da seggiole.

Al centro del prato-da-pranzo aprono la tovaglia tessuta con la lana presa in prestito da una pecorella in un giorno d'estate, in cui non aveva bisogno di riscaldarsi.
Che bella tovaglietta: è stata colorata con le barbabietole, gli spinaci, la lavanda e lo zafferano. Il verde spinacio è la base del disegno. Sul fondo verde, sono stati tessuti dalla mamma dei fiori bordeaux ottenuti colorando la tovaglia con la barbabietola. Con lo zafferano hanno colorato il centro del fiore. Essendo di lana, la tovaglia si trasforma in coperta quando fa più fresco.

Mammina mette le tazze sulla tovaglia. Al lato di ogni tazza lascia una grande fetta di crostata.

La famiglia ringrazia la terra e gli animali e mangia la nutriente colazione.
La crostata si sfarina in bocca, tanto è  morbida. Il  latte di mandorle poi da un sapore speciale: è  tiepido e ha un retrogusto delicato, come di zucchero filato.
A pancia piena la famiglia sistema le stoviglie nell'albero-lavabo pieno d'acqua riscaldata dal sole e mentre papino lava i piatti, mammina e Thiago si distendono sulla tovaglia-coperta, ad ammirare il cielo e ad imparare i nomi delle nuvole.


Perché non provate anche voi a seguire la nostra eco-storia-ricetta?
Dovete soltanto seguire le indicazioni scritte in nero!
Se non avete un forno solare, potete cucinare a 180 gradi la crostata per 20-25 minuti.
La ricetta del latte di mandorle ve la sveleremo in un altro eco-racconto!
E anche i nomi delle nuvole!
A presto!

Alessandra